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Denise pipitone, tra verità e strumentalizzazione

Arriva la verità su Olesya Rostova, è lei Denise Pipitone? la vicenda che nelle ultime settimane ha letteralmente tenuto con il fiato sospeso tutta l’Italia arriva al suo epilogo.

Olesya Rostova non è Denise Pipitone. Ora è ufficiale, il giallo sulla scomparsa della piccola Denise resta ancora una volta avvolto nel mistero. Nelle scorse ore è andata in onda la puntata della trasmissione russa “Lasciali parlare” nella quale è emerso che i due gruppi sanguigni, quello di Olesya e quello di Denise, non sono compatibili.

La speranza che la piccola Denise fosse stata ritrovata si era riaccesa qualche settimana fa quando una donna russa, residente in Italia, seguendo la trasmissione e ascoltando la storia di Olesya aveva notato numerose analogie nella dinamica della scomparsa e alcune somiglianze fisiche tra la mamma di Denise e Olesya; la donna ha lanciato l’allarme contattando la redazione del noto programma televisivo italiano “Chi l’ha visto?” che ha rilanciato la vicenda riaccendendo i riflettori sul caso.

Ma perché si pensava che Olesya fosse proprio Denise?

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Tutto comincia quando Olesya decide di rivolgersi alla trasmissione “Lasciali parlare” per cercare la sua mamma biologica. La ragazza racconta di essere stata rapita da piccola e di essere stata portata in un campo rom, successivamente trovata da alcuni assistenti sociali è stata portata in un orfanotrofio dove è stata poi adottata. Insomma, una dinamica che ricorda la segnalazione fatta da una guardia giurata che, nell’ottobre 2004, dichiara di aver visto Denise in compagnia di una zingara a Milano, il tutto documentato da un filmato. Analogie che hanno fatto si che la pista proveniente dalla Russia venisse effettivamente attenzionata.

L’avvocato Frazzitta, legale di Piera Maggio, si è subito mobilitato per ottenere l’esame del DNA e scoprire la verità.

Ma mentre in Italia si riaccendevano le speranze su Denise, in Russia il noto programma televisivo cercava di fare il proprio interesse strumentalizzando la faccenda. Dapprima tentando di invitare Piera Maggio per un confronto in studio, rifiutato in direttissima come affermato dall’avvocato Frazzitta, e poi vincolando l’esito della compatibilità dei gruppi sanguigni, volendo dare il risultato in diretta con la presenza del legale della famiglia di Denise in collegamento video, e vietando la diffusione di informazioni prima della messa in onda della puntata registrata lo scorso martedì 6 aprile.

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Si arriva dunque all’esito di questa triste vicenda, Olesya non è Denise; ma tutta questa “mercificazione” poteva essere evitata così come dichiarato dal legale Frazzitta in merito alla sua partecipazione alla trasmissione “Ho accettato di andare e di metterci la faccia perché volevamo sapere subito la verità. Diversamente Piera Maggio avrebbe dovuto sottoporsi in diretta al test del Dna, come hanno dovuto fare le altre presunte mamme della ragazza. Le abbiamo risparmiato questo dolore ulteriore. Adesso basta”. Una storia quella di Denise che dopo 17 anni continua a tenere alta l’attenzione e chissà se un giorno questa storia possa arrivare al suo epilogo definitivo, nel frattempo noi ci stringiamo ancora una volta attorno al dolore di Piera Maggio che per l’ennesima volta ha visto la speranza e poi nuovamente la delusione.

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