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Perché essere donna fa paura?

Quante volte noi donne ci siamo sentite un passo indietro rispetto ad un uomo? Quante volte abbiamo avuto paura, per strada, da sole? Quante volte ci hanno mancato di rispetto, ci hanno fischiato, molestato, hanno fatto commenti scomodi su di noi?

Ancora oggi, nel 2021, i casi in cui una donna viene presa di mira in quanto tale, viene denigrata, viene ridicolizzata, sono tanti, troppi. 

Non puoi sapere come si cambia una ruota della macchina, sei femmina.” 

Non puoi fare questo lavoro, è da uomo.”

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Guarda come guida, è sicuramente una donna.

Ma che ne capisci tu di calcio, sei femmina.”

Perché ti laurei? Fatti mantenere.”

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Se ti lamenti così tanto, hai sicuramente il ciclo.”

Vai a cucinare.”

Non puoi fare questa cosa da sola, ci vorrebbe un uomo.”

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Queste sono solo alcune delle frasi che avete scelto di condividere con noi, che vi hanno rivolto degli uomini. Gli stessi “uomini” che si ritengono superiori perché “sono il sesso forte”, perché loro “sanno guidare”, perché loro non hanno paura di camminare da soli in un quartiere poco trafficato. 

Nel 2021 sono ancora tante le donne che non possono inseguire i propri sogni perché non sono uomini, che non possono avere lo stesso stipendio dei propri colleghi, che quando prendono un buon voto ad un esame complesso, si sentono chiedere con tono ironico, anche se di ironico c’è ben poco, “ma che hai fatto con il professore per superare l’esame?” E sono tante le volte in cui una donna, al lavoro, “sicuramente è andata con il capo”.

Perché non possiamo essere abbastanza intelligenti da costruirci con le nostre mani, abbiamo sempre bisogno di un “aiuto” che, spesso, nella mente arcaica degli uomini, è il nostro corpo.

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Ogni giorno una donna, in qualsiasi angolo del mondo, lotta per raggiungere la posizione lavorativa che merita di ricoprire, non perché è una donna, ma perché è una PERSONA competente, intelligente, capace. Ed il più delle volte, purtroppo, non ci arriva. Proprio perché è donna. Perché spera un giorno di avere dei figli e, di conseguenza, l’azienda per la quale vorrebbe lavorare non vuole sapere nulla di una donna che chiederà la maternità. Perché ormai è ritenuto normale, durante un colloquio di lavoro, chiedere se si ha o meno intenzione di avere bambini in futuro. Perché una donna non può ricoprire un ruolo importante, solo un uomo ne è degno. 

Ci sono anche i casi più gravi, nei quali una donna vittima di stupro non riceve nemmeno un “come stai?” ma un “e com’eri vestita?” “Vabbè ma avevi bevuto, te la sei cercata…

TE LA SEI CERCATA.

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E perché un uomo che alza il gomito, nel 90% dei casi, non se l’è cercata?

E perché una donna deve rinunciare ad un drink in più? Deve rinunciare a vestirsi in modo sexy per sentirsi bene con se stessa? Per non essere violentata dal primo animale che ne approfitta?

Che poi, un abito scollato o un rossetto più acceso, non sono l’unico biglietto d’ingresso riservato agli uomini per assumere questi atteggiamenti, perché spesso, noi donne, riceviamo fischi e commenti sgradevoli anche quando usciamo struccate, spettinate e con la tuta larga per far passeggiare il cane. Non sono i nostri vestiti o i nostri atteggiamenti il problema. Il problema è la mente malata degli “uomini” che ci stanno intorno. 

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Perché essere donna non ha lo stesso valore di essere un uomo? Perché noi donne dobbiamo essere penalizzate perché siamo venute al mondo così e non del sesso opposto?

Ma sopratutto, perché invece di insegnare alle donne a non bere, a non vestirsi in modo “provocante”, a non mettersi in mostra, non si insegna agli uomini a non comportarsi come animali senza senno, ma come veri UOMINI?

Scritto da

Secondo anno di Scienze della Comunicazione per i Media e le Istituzioni, una degli autori di Unypa.

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