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Cat calling? “Pe’ ddu fischi?”

Ci risiamo, ancora una volta viene sminuito un fenomeno ampiamente diffuso nella nostra società. Da chi? Da un uomo, naturalmente. Stiamo parlando del catcalling e purtroppo c’è chi, ancora oggi, non sa nemmeno cosa sia.

Un’ampia fetta di popolazione femminile afferma di essere stata vittima, almeno una volta, di catcalling. 

Per “catcalling”, in italiano “molestie di strada”, si intende qualsiasi tipo di molestia verbale, che ha come oggetto complimenti di cattivo gusto e che avviene in strada.

A tutte le donne che stanno leggendo, sarà capitato almeno una volta di sentirsi fischiare in strada, di sentire il suono di un clacson rivolto a loro, di sentirsi urlare “bella” o parole simili, da uomini. 

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A tutti gli uomini che stanno leggendo, il mio augurio è quello che non abbiano mai fatto catcalling, nemmeno una volta in vita loro. 

È anche a causa di fenomeni simili che le donne hanno paura di camminare in strada sole, non si sentono sicure, evitano di uscire anche per commissioni banali.

E no, nessun fischio o urlo rivolto a noi ci fa sentire più belle e sicure di noi stesse, anzi, ci mettono solo terrore

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In una società come la nostra, dove Instagram ed i social in generale sono le nostre armi più potenti e con questi possiamo esprimerci ed esprimere i nostri pensieri, c’è chi li sfrutta nel modo sbagliato. 

Proprio qualche ora fa, “Damiano Er Faina”, in riferimento a quanto successo ad Aurora Ramazzotti, vittima di catcalling mentre praticava tranquillamente sport all’aperto, ha veramente fatto venire i brividi. 

Sul profilo Instagram di Damiano si può vedere una storia in evidenza, intitolata “Donne”, dove sostiene che la giornata contro la violenza sulle donne (25 novembre) deve invece essere ogni giorno. 

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Visto così è sicuramente un bel gesto, considerando anche che può rivolgersi a ben 1,1 milioni di followers. 

Poi però, se si guardano le sue storie ci si imbatte in dei video in cui denigra ciò che è successo ad Aurora dicendo “io posso capire se uno viene là e ti rompe proprio il c***o, lo posso capire, ma che c’è un manuale sul rimorchio? Ma se uno passa e vede due belle gambe -almeno quando ero piccolo io- *fischio* a fantastica! Ao, e mica ti ho detto vaff*****o brutto cesso ao! Il cat calling? Pe’ ddu fischi?”

Come se fosse normale fischiare ad una bella ragazza che pratica sport per i fatti suoi, che indossa una gonna, che sta camminando da sola. Perché tanto, “sono due fischi”. 

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La cosa che più mette i brividi è che, purtroppo, questa è una persona con un enorme seguito, che così facendo dà l’esempio sbagliato a migliaia e migliaia di ragazzini, che domani riterranno normale fischiare ad una ragazza, per carità, magari bellissima.

Perché sì, secondo gli uomini che fanno queste cose, i fischi e le urla sono volti a farci sentire belle. Perché una donna, per sentirsi bella, ha bisogno di sentirsi urlare “a fantastica” per strada da uno sconosciuto. Perché una donna ha bisogno di sentirsi fischiare mentre passa davanti ad un gruppo di uomini, per sentirsi bella. Nelle loro teste, serve questo per farci sentire apprezzate. 

E invece no, cari uomini, non ci fate sentire belle, non vi daremo il nostro numero perché ci avete fatto un “complimento”, non ci gireremo a sorridervi perché ci avete fischiato. Ci farete solo venire da vomitare

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Sarebbe bello dire che questi fenomeni sono in diminuzione, che sono poche le donne che hanno ricevuto catcalling.

E invece no, tutte facciamo parte questa categoria e tutte abbiamo il terrore che possa capitarci ogni giorno. Purtroppo questi fenomeni non sono finiti

Ancora queste cose succedono, nel medioevo… Ah no, scusate, dovremmo essere nel 2021.

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Scritto da

Secondo anno di Scienze della Comunicazione per i Media e le Istituzioni, una degli autori di Unypa.

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