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Body shaming: il mio corpo è bellissimo.

Il body shaming, argomento spesso trattato ma mai realmente affrontato, mai realmente estirpato dalle menti di chi purtroppo, ancora oggi, lo pratica come se fosse normale, come se fosse giusto criticare la fisicità, l’acne, la cellulite di qualcuno, solo perché diversa dai canoni estetici che purtroppo la società ci impone.

Per “body shaming” si intende “l’atto per il quale una vittima, ragazza o ragazzo che sia, viene derisa o discriminata per il suo aspetto fisico; quasi tutte le caratteristiche fisiche possono essere prese di mira: l’adiposità o la magrezza, l’altezza o la bassa statura, la presenza, l’assenza o la cura della peluria corporea, il colore dei capelli e l’acconciatura, la forma e le dimensioni del pene, del seno, del bacino o delle natiche, la muscolatura, la presenza o meno di tatuaggi o piercing, o anche malattie e disturbi considerati antiestetici come l’acne e la psoriasi.”

Il body shaming ad oggi è un fenomeno molto diffuso e spesso nascosto, sia dalle vittime che sopratutto dai loro carnefici. Le vittime tendono, infatti, a chiudersi in se stesse e a vergognarsi delle loro caratteristiche fisiche prese di mira, ritenendole sbagliate e cercando di nasconderle. 

Se da un lato c’è chi rimane nell’ombra e sceglie di rimanere in silenzio, dall’altro c’è chi è disposto ad esporsi, a parlarne, per combattere e sconfiggere chi li deride, chi li prende di mira. Scelgono di parlare per superare le proprie paure ed i propri ostacoli, per dimostrare che non hanno paura di un giudizio espresso da qualcuno per apparire forte, quando in realtà non lo è. Perché i più forti sono proprio loro, le vittime, coloro che scelgono di portare alla luce questi fatti, per combatterli. 

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“Il segreto della vera bellezza risiede nell’amarsi e nell’apprezzarsi, nel mostrarsi sicuri di se stessi. Così facendo, gli altri impareranno ad apprezzarci per ciò che siamo.” così afferma una ragazza che abbiamo avuto l’opportunità di intervistare, vittima per moltissimi anni di body shaming. La sua esperienza inizia infatti molto tempo fa, già dall’infanzia, quando veniva esclusa e presa di mira da compagni e amici, che la portavano di conseguenza a sentirsi sbagliata e a vivere male la propria vita. Durante l’adolescenza, mentre i suoi coetanei uscivano, lei si isolava, si chiudeva in se stessa. Se gli amici andavano al mare, ad esempio, lei trovava una scusa per non partecipare, per non far vedere il suo corpo che non rispettava quei canoni standard che cerchiamo sempre di raggiungere. Tutto questo a causa degli insulti e delle derisioni subite negli anni precedenti, che l’hanno portata a non volersi bene.  Proprio negli ultimi anni ha invece iniziato a vedersi bella, “giusta”, ha iniziato ad accettarsi ed apprezzarsi. Ha imparato a rendere i suoi punti deboli i suoi punti di forza. Mentre negli anni passati gli insulti nei suoi confronti le entravano nel cuore come lame, ad oggi non dà loro alcun peso, proprio perché ha imparato ad accettarsi e fregarsene dei pareri altrui. In passato ha anche iniziato ad andare in palestra per perdere peso ed avere il fisico che la società vuole che abbiamo, ma si è resa conto che non era quello il suo obiettivo, non voleva accontentare nessuno, voleva solo stare bene con se stessa, e non era il suo corpo ad impedirglielo ma chi la insultava. E quindi ha lasciato correre, non ha più dato peso a tutti quegli insulti. Si è amata e scelta. Ha imparato a valorizzare il suo corpo, a mostrare parti del corpo che prima cercava di nascondere con capi over size. Oggi è libera di indossare ciò che vuole, di mostrarsi senza sentirsi “ridicola” o “brutta”. 

Ad oggi i social aiutano nelle campagne di sensibilizzazione, grazie anche a moltissimi influencer che esaltano la loro cellulite, la loro acne, le proprie smagliature o i propri chili “di troppo” e cercano di normalizzarli. Tutto questo per rompere canoni estetici che ci sono stati imposti dalla società e che spesso, purtroppo, sfidano la nostra salute fisica e ancor di più quella mentale. 

Dovremmo tutti accettare ciò che è ritenuto “diverso”, capire che le nostre caratteristiche, le nostre smagliature, la nostra acne, ci rendono eterogenei gli uni con gli altri. Ci rendono UNICI. 

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Scritto da

Secondo anno di Scienze della Comunicazione per i Media e le Istituzioni, una degli autori di Unypa.

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